Caterina Vertova a Furci. Strepitosa in tutto, con qualcos’altro da scoprire. A cura di G.Massimo Cicala e Alberto Santisi. Caterina Vertova, attrice pavese nota al grosso pubblico per le sue interpretazioni sia teatrali che cinetelevisive, è stata gradita ospite di una incantevole serata di fine estate nella splendida Villa Principessa di Giuseppe Caminiti, menager di RadioPhenomena. A gran ciambellano di corte, il “prezzemolino” dei salotti cultural artistici di mezza Italia, l’immancabile Giorgio Fleri, che ha calamitato su questo angolo dei contrafforti peloritani una trentina di esempi di selezionatissima umanità. Tutto, invero, è stato perfetto, incantato, dipinto, dalle luci soffuse di Savoca, a quelle delle flebili fiammelle di frazioni, villaggi e paesi che si affacciano nella bassa valle del torrente Savoca, con la vita rivierasca che ulula mezzo chilometro più giù. Ciao Caterina, come ti stai trovando in Sicilia? La conosco bene e ci vengo spesso, anche in questa parte orientale. Ne sono innamorata, è tutto così…vero, ha valori, ha significati profondi. Ho finito di fare la Medea a Tindari ed anche lì è stato tutto un incanto. Anche nel come percepisco il calore delle relazioni umane da parte …del personale d’albergo, è un bel biglietto da visita no? Luoghi comuni, o…bisogna venire per credere? Mi sbaglierò, ma forse vivete in una terra in cui le cose sono così talmente chiare, nette e delineate che ogni vita sa già che strada percorrere, ogni professione trova dei valori immobili, che vogliono davvero essere seguiti. Nel bene e nel male, forse non avete la grande confusione che magari c’è altrove. Su cosa stai lavorando? Sugli ultimi due episodi de “Il maresciallo Rocca”, con Gigi Proietti e Giancarlo Giannini, “preambolo” della sesta serie, sto finendo anche Zodiaco, un thriller parapsicologico con RaiDue in quattro puntate. Tu e i tuoi personaggi. Prima di conoscerti, vedevo negli occhi dei tuoi personaggi una tristezza di fondo: perché la fai venir fuori? Te lo impongono da copione? Essenzialmente viene da me stessa. E’ come se fossero i personaggi a “venirmi a cercare”: quelle donne in carriera, spesso medioborghesi, professionalmente arrivate, hanno dovuto sacrificare molto o poco, e questo “vela” un vissuto che sta dietro e che viene fuori. C’è qualcosa ancora di inesplorato dentro Caterina, che nessuno ha chiesto di tirar fuori? Si, certo che c’è, ho un’anima selvaggia ed una forza che potrebbe benissimo “muovere” altre idee teatrali o cinetelevisive, e che nessuno mi ha ancora proposto. Velleità di regìa? Perché no? Ci sto pensando sempre più frequentemente. Evidentemente, dopo più di venti anni di lavoro, una sorta di maturazione c’è e reclama i suoi “diritti”. Magari teatrale, che è il media che sento più “mio”. Magari una sola volta, per mettersi alla prova… Dove va la televisione? È un mezzo potentissimo. E la posta in gioco è talmente alta che determinati scadimenti di valori e cultura sono troppo evidenti per sembrari epocali o casuali o congiunturali. Secondo me sono fatti ad arte. Io spero che la TV vada verso la direzione di poter dare liberamente a ciascuno quel che vuole vedere. Direi seranemente ai miei figli di preferire magari internet, posto che trovino quello che cercano e di cui hanno bisogno, in termini di cultura e di valori. Tu e il cinema. Un buon rapporto, perché no? Solo che mi ci sono avvicinata troppo poco. Erano né più e né meno le cose che avrei voluto chiedere a Caterina, Musa del nostro tempo, corteggiata ed avvinta dalle bellezze e dal calore siciliano che, a turno, tutti abbiamo contribuito a farle sentire, in una cornice davvero raffinata. Ma avere avuto l’onore di cenare di fronte, ha sicuramente tolto il velo ad una donna che non si “arma” del suo fascino, ma che è curiosa per tutto ciò che la circonda, riuscendo a creare inusitati “transfert” tra lei ed ogni elemento, inanimato o umano che permanga nel suo raggio di azione. E in quella sera, noi c’eravamo. Magie di Villa Principessa, incastrata come una gemma nel retroterra di Furci Siculo, capace di rendere così omaggio alla sua Diva, con la consegna di un estemporaneo Premio alla Carriera, costituito da una creazione di Acciaio e specchi, firmata dall’estro dell’artista Nino Ucchino, tra i commensali della splendida serata, dentro una atmosfera che ha riempito di Mediterraneo ogni angolo, ogni effluvio, ogni nota di queste ore passate di fronte ai grandi occhi della affascinante ospite. |