14/07/2006

Brigata Aosta "Peloritani" (Clicca sulla foto per ingrandirla)


Furci. Un Esercito Italiano in piena efficienza e pronto ad affrontare qualunque sfida. E’ questo in sostanza, il bilancio che si può ricavare assistendo alle attività di addestramento tecnico-tattico per unità di artiglieria (una sorta di esercitazione) che in questi giorni si sta svolgendo all’interno dell’alveo asciutto del torrente Savoca. Per due settimane, la batteria del 24° reggimento Artiglieria Terrestre “Peloritani” della Brigata Aosta distaccata a Messina, guidata dal Colonnello Giuseppe Bongiovanni, si sta addestrando per migliorare ulteriormente lo standard qualitativo che è già da tempo un punto di riferimento di numerose forze armate di altre nazionalità. In campo o meglio…nel torrente in secca, con un’afa che rende l’aria irrespirabile, il reggimento “Peloritani” composto di 2 ufficiali, 2 sottoufficiali, 54 militari di truppa, ogni giorno, a bordo di 4 obici semoventi (modello M 109 da 155 mm), si esercitano nel perfezionare le tecniche di tiro (con le simulazioni di fuoco) e di deflusso (occultamento per non essere intercettati dal nemico). Mezzi corazzati che “ospitano” al loro interno 7 soldati che sono in grado di sparare, con una precisione chirurgica, una granata al minuto dal peso di 42 chili che copre una distanza massima di 30 chilometri. “Una preparazione scrupolosa – afferma il colonnello Bongiovanni - che ci porta a livelli tali da collocare i nostri reparti nei teatri operativi di tutto il mondo. Tra pochi mesi alcuni di noi partiranno per il Kosovo dove siamo stati chiamati ad operare nell’ambito dell’operazione “Joint Entrerprise”.   Oltre a svolgere le nostre peculiarità di artiglieri, siamo addestrati anche per eseguire quei compiti che di solito sono affidati alla fanteria, ovvero, pattugliamenti, controllo di zone estese e Check-point”. Scenari di guerra che la Brigata Aosta, nei suoi 232 anni di storia, ha ben conosciuto e che ha fatto scrivere pagine e pagine di azioni eroiche. Le missioni cui ha partecipato sono numerose. Oltre all’”Operazione Domino” in coincidenza dell’avvio dell’Operazione “Enduring Freedom” in Afghanistan), la Brigata messinese ha preso parte a numerosi interventi di soccorso nei confronti delle popolazioni italiane che estere. Nel 1968 si è distinta per aver portato i primi aiuti alla popolazione del Belice colpita dal terremoto. Soccorso che si ripeterà il 23 novembre 1980 con il sisma che si verificò in Irpinia che fece registrare il drammatico bilancio di 2750 morti. Dal 1992 al 1998 la “Grande Unità” è intervenuta nell’operazione “Vespri Siciliani” mentre nell’estate del 2001 concorse alle operazioni di arginamento delle colate laviche della devastante eruzione dell’Etna. Missioni che danno onori e gloria alla Brigata Aosta e quindi all’Esercito Italiano che ogni giorno riceve ampi consensi negli scenari internazionali dove prestano la loro preziosa opera.

Il Colonnello Giuseppe Bongiovanni I "registi" che coordinano i mezzi cingolati Gli obici semoventi modello M 109 da 155 mm
Ringraziamo sentitamente la batteria del 24° reggimento Artiglieria Terrestre “Peloritani” della Brigata Aosta per la disponibilità dimostrataci.
i 54 militari di truppa Il rompete le righe