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Furci. Un Esercito Italiano in piena
efficienza e pronto ad affrontare qualunque sfida. E’ questo in sostanza, il
bilancio che si può ricavare assistendo alle attività di addestramento
tecnico-tattico per unità di artiglieria (una sorta di esercitazione) che in
questi giorni si sta svolgendo all’interno dell’alveo asciutto del torrente
Savoca. Per due settimane, la batteria del 24° reggimento Artiglieria
Terrestre “Peloritani” della Brigata Aosta distaccata a Messina, guidata dal
Colonnello Giuseppe Bongiovanni, si sta addestrando per migliorare
ulteriormente lo standard qualitativo che è già da tempo un punto di
riferimento di numerose forze armate di altre nazionalità. In campo o
meglio…nel torrente in secca, con un’afa che rende l’aria irrespirabile, il
reggimento “Peloritani” composto di 2 ufficiali, 2 sottoufficiali, 54
militari di truppa, ogni giorno, a bordo di 4 obici semoventi (modello M 109
da 155 mm), si esercitano nel perfezionare le tecniche di tiro (con le
simulazioni di fuoco) e di deflusso (occultamento per non essere
intercettati dal nemico). Mezzi corazzati che “ospitano” al loro interno 7
soldati che sono in grado di sparare, con una precisione chirurgica, una
granata al minuto dal peso di 42 chili che copre una distanza massima di 30
chilometri. “Una preparazione scrupolosa – afferma il colonnello Bongiovanni
- che ci porta a livelli tali da collocare i nostri reparti nei teatri
operativi di tutto il mondo. Tra pochi mesi alcuni di noi partiranno per il
Kosovo dove siamo stati chiamati ad operare nell’ambito dell’operazione
“Joint Entrerprise”. Oltre a svolgere le nostre peculiarità di artiglieri,
siamo addestrati anche per eseguire quei compiti che di solito sono affidati
alla fanteria, ovvero, pattugliamenti, controllo di zone estese e
Check-point”. Scenari di guerra che la Brigata Aosta, nei suoi 232 anni di
storia, ha ben conosciuto e che ha fatto scrivere pagine e pagine di azioni
eroiche. Le missioni cui ha partecipato sono numerose. Oltre all’”Operazione
Domino” in coincidenza dell’avvio dell’Operazione “Enduring Freedom” in
Afghanistan), la Brigata messinese ha preso parte a numerosi interventi di
soccorso nei confronti delle popolazioni italiane che estere. Nel 1968 si è
distinta per aver portato i primi aiuti alla popolazione del Belice colpita
dal terremoto. Soccorso che si ripeterà il 23 novembre 1980 con il sisma che
si verificò in Irpinia che fece registrare il drammatico bilancio di 2750
morti. Dal 1992 al 1998 la “Grande Unità” è intervenuta nell’operazione
“Vespri Siciliani” mentre nell’estate del 2001 concorse alle operazioni di
arginamento delle colate laviche della devastante eruzione dell’Etna.
Missioni che danno onori e gloria alla Brigata Aosta e quindi all’Esercito
Italiano che ogni giorno riceve ampi consensi negli scenari internazionali
dove prestano la loro preziosa opera. |