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Furci. Non è bastato che da
quel maledetto giorno fossero trascorsi 14 anni e mezzo.Non sempre il tempo
riesce a lenire il dolore per la scomparsa di un fratello, e la
professoressa Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni morto il 23 maggio
del 1992 per mano della mafia che lo fece saltare in aria assieme alla
moglie e agli uomini della scorsa lo sa benissimo. Mercoledì mattina presso
la sala dei convegni del centro diurno, con una platea formata da tanti
giovani, si è svolta una conferenza sulla legalità organizzata dalla
dirigente scolastica Annabella Sgroi. All’interessante dibattito sono
intervenuti il sindaco Sebastiano Foti ed il dottor Giulio Francese, ma
l’attenzione inevitabilmente è rivolta per la signora Maria Falcone che come
dicevamo, nonostante gli anni trascorsi, racconterà in preda all’emozione,
la vita di Giovanni Falcone come uomo e magistrato che per decenni fu in
prima linea nella lotta contro Cosa Nostra. La professoressa durante la
conferenza, riferirà agli attenti scolari il grande senso dello Stato che ha
sempre contraddistinto il magistrato, un “amore” verso le Istituzioni, che
adesso, tramite la Fondazione Falcone, si continuerà a trasmettere alle
nuove generazioni. Uno scolaro domanda alla professoressa Falcone cosa ne
pensa della magistratura che ha concesso alcuni benefici carcerari a
Giovanni Brusca. “ Come ho più volte detto”, riferisce la Falcone “questo è
uno scandalo che non posso accettare”.
Alberto Santisi
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