13/12/2006

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Nizza di Sicilia. Allarme aviaria. Rinvenuti nel greto del fiume Nisi 4 volatili "sospetti".


Nizza di Sicilia. Scatta l’allarme aviaria nel comprensorio jonico. Dopo il ritrovamento dei giorni scorsi nelle province di Messina e Catania di alcuni cigni morti poiché infettati dal virus H5N1 (del tipo a bassa virulenza non trasmissibile all'uomo) che ha indotto il ministro della Salute Francesco Storace ha far scattare il piano d'allerta istituendo nell’Asl 3 di Catania un'unita' di crisi, ieri mattina intorno alle 11 nel greto del torrente Nisi, sito tra i comuni di Nizza e Alì Terme,  all’altezza di contrada Saggio, alcuni passanti scorgendo i resti di alcuni volatili gettati in mezzo ai rifiuti, li hanno immediatamente segnalati alle Forze dell’Ordine. In pochi minuti sul posto convergevano i carabinieri di Roccalumera guidati dal Com. Santo Arcidiacono, i colleghi di Alì Terme diretti dal Luogotenente Salvatore Agnello ed il comandante della Polizia Municipale di Nizza, Giovanni Bolena che hanno chiesto il supporto di un veterinario. La segnalazione, infatti, era fondata, poiché in mezzo ad un cumulo di copertoni, i militi hanno rinvenuto 4 oche decedute da circa una settimana. Con le cautele che il caso impone ed armati di guanti protettivi, i carabinieri ed il veterinario hanno così rimosso i pennuti sigillandoli dentro dei sacchi di plastica. Adesso si attendono i risultati degli esami che in proprio in queste ore sono svolti sia all’Istituto Zooprofilattico di Barcellona Pozzo di Gotto che al centro specializzato di Padova. Tra pochi giorni, infatti, si saprà se anche nella nostra fascia jonica è giunto il virus H5N1 (che è bene ricordare è mortale solo per gli animali, visto che finora non sono stati accertati casi di contagio tra animale e uomo). Intanto i focolai virali di questi giorni hanno indotto l'assessorato regionale alla Sanita' a predisporre un piano d'allerta in tutta l'isola facendo scattare gli accertamenti sanitari negli allevamenti rurali e familiari e rafforzato le verifiche sugli allevamenti industriali presenti nelle zone dove sono segnalati i casi sospetti e conclamati. Le forze dell’ordine, dal canto loro invitano la popolazione a non creare una psicosi o facili allarmismi cercando, anzi, di collaborare segnalando eventuale pollame malato e volatili sospetti e soprattutto di non disfarsi degli animali morti per malattie dubbie. Nel frattempo si attende l’esito della riunione svoltasi ieri a Roma dell'unita' di crisi sanitaria riunitasi per discutere delle misure da prendere dopo la scoperta del virus H5N1 dell'influenza aviaria in Sicilia, Calabria e Puglia. 

Il luogo del ritrovamento Il punto esatto Uno dei pennuti Le fasi della rimozione
    Il veterinario mostra una delle oche  

 

E' forte il sospetto che le oche possano provenire da un allevamento rurale della zona. La preoccupazione è che gli animali possono essere stati infettati dagli uccelli migratori che transitano sul nostro territorio e che prediligono i fiumi come luogo di riposo. Dal Ministero della Salute, intanto, giunge il divieto assoluto di toccare i volatili morti segnalandoli alle autorità competenti o telefonando al Numero 1500 attivato da oggi.

Ecco i tempi di resistenza del virus aviario:

- UNA SETTIMANA: a temperatura bassa; nelle feci.

- UN MESE: a 4 gradi centigradi nell'acqua.

- 30 MINUTI: a 60 gradi centigradi nell'acqua.

- 2 MINUTI: a 100 gradi centigradi nell'acqua.

- 40-48 ORE: a esposizione diretta alla luce solare.

- SI INATTIVA IMMEDIATAMENTE: a esposizione diretta ai raggi ultravioletti.

- TEMPO NON PRECISABILE: in ambiente acido.

- 1 ANNO: nella glicerina.

- SI INATTIVA IMMEDIATAMENTE: in solventi organici, etere, cloroformio, acetone ecc.

- SI INATTIVA IMMEDIATAMENTE: in disinfettanti comuni.

Quanto alla trasmissione del virus, si sottolinea nel documento per le misure di prevenzione indirizzate agli operatori messo a punto dal ministero della salute, essa avviene attraverso il contatto diretto con volatili infetti o prodotti avicoli. Essendo il virus resistente per un certo periodo di tempo nell'ambiente circostante, si pensa che l'infezione possa essere contratta a seguito di contatto con superfici o polvere contaminate, principalmente, da feci e secrezioni respiratorie o da sangue e carne cruda. La cottura della carne avicola, ricorda il ministero, "uccide il virus ed è garanzia totale di sicurezza". Le persone possono trasmettere meccanicamente l'infezione attraverso mani, calzature e abiti contaminati